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Maculan - Vespaiolo


Vespaiolo Vespaiolo

Il vespaiolo è una varietá di uva a buccia e succo bianchi coltivata nella zona D.O.C. Breganze in provincia di Vicenza. Questa zona è una striscia di terra collinare che si stende nel versante sud delle Prealpi venete per circa venti chilometri fra il fiume Brenta che passa per Bassano e l’Astico che costeggia la cittadina di Thiene.

Su queste ridenti colline si coltiva la vite fin dall’anno mille con risultati splendidi. I vini prodotti sono sia bianchi che rossi, ma la zona è forse ancor piú nota per il vino dolce fatto con l’uva appassita chiamato Torcolato.
La zona è stata insignita della Denominazione d’origine controllata fin dal 1968 e fra i vini che si possono fregiare di questa distinzione c’è anche il Breganze DOC Vespaiolo.
Attualmente sono circa una settantina gli ettari di vigneto coltivati con questa varietá che producono circa 500.000 bottiglie di questo vino raro ma prezioso che va in tutto il mondo.

Le origini di questa varietá di uva non sono ben note, forse dal meridione o forse dalle isole greche allora territorio della Repubblica Veneziana. Di certo si trova citata nel 1754 nel poemetto poetico scritto dall’Acanti dal titolo Il roccolo ditirambo. L’autore , che di professione fa l’avvocato, scrisse la prima guida dei vini che si trovano in provincia di Vicenza e a pagina 11 si legge:
Se talun peró di questo
Turco (tipo di vino n.d.r.) burbero ha paura
Si trastulli con quel grato
Vespiuolo Breganzino,
(Che a parer d’uomo togato
è miglior d’ogni altro vino)

Nelle note a fondo pagina ne esalta le caratteristiche definendo questo vino come eccellente liquore veramente squisitissimo.
Il vespaiolo è una vite che ha un ciclo vegetativo molto lungo infatti germoglia per prima ma matura abbastanza tardi. Ha bisogno di una potatura lunga in quanto i germogli che escono dalle prime gemme non sono fertili. Sulle colline di Breganze queste viti sono allevate con il sistema del doppio archetto capovolto chiamato anche alla cappuccina. I grappoli sono piccoli, qualche volta serrati e qualche volta spargoli a seconda della vigoria della pianta.

Il nome Vespaiolo deriva dal fatto che l’uva esercita un’attrazione particolarissima sulle vespe. Questi insetti dal giro vita sottilissimo hanno un apparato boccale robusto in grado di tagliare la spessa buccia dell’uva e in qualche annata possono danneggiare seriamente il raccolto. Sembra che sia il profumo dell’uva ad attirarle ma anche l’alto contenuto in zuccheri del mosto gioca un ruolo particolare.

Alla fine di settembre i grappoli diventano gialli e l’uva vendemmiata è spremuta direttamente con soffici presse. Dopo la fermentazione che dura tre settimane il vino comincia a prendere la sua fisionomia. Si tratta di un vino bianco dal limpidissimo colore paglierino con riflessi verdolini in gioventú. Il profumo è di buona intensità con sentori di frutta matura e mandorla. In bocca presenta una freschezza invidiabile per la presenza di una naturale spiccata aciditá. Ha buona persistenza aromatica e dimostra un’interessante predisposizione all’invecchiamento. Quando il vino ha un paio d’anni di etá il colore diventa piú carico e al naso si avvertono dei sentori di mela cotogna e delle gradevolissime note minerali.

Proprio la sua aciditá naturale lo rende un vino molto adatto ai piatti impegnativi anche se grassi e salsati.
A Vicenza lo si sposa sempre con la polenta ed il baccalá alla vicentina. La tipica ricetta prevede ingredienti saporiti e cotture prolungate che alla fine piú che un pesce danno una specie di salsa in cui intingere la polenta.
La bocca cosi piena di sapori ha bisogno di un vino fresco e quasi acidulo come il Vespaiolo di Breganze per trovare l’ideale abbinamento: impossibile spiegare meglio le connessioni di questo matrimonio bisogna provare per credere.


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