Matita -
La mucca Carolina e...le sue amiche.

MMMUUUHHHH!!! (Cioè CIAO) ragazzini, sono Carolina,
visto che oramai sto imparando? Come, che cosa? Che siete diventati dei ragazzini, giusto?
Già, il mio latte è proprio un portento, fa davvero crescere sani e forti e pensate che adesso lo vogliono mettere anche nel motore della nuova Ferrari di Schumacher, per farla correre ancora più forte. Non ci credete????? Bravi, avete ragione, non dovete mai credere a tutto quello che vi viene raccontato...dovete invece sempre pensare con la vostra bella testolina e soprattutto ascoltare attentamente gli insegnamenti dei vostri genitori e delle vostre insegnanti. Bene, bene, sono felice di sapervi così pieni di energia e voglio confidarvi che ho raccontato di voi anche alle mie amiche di campagna che sono le protagoniste di cui vi dovevo parlare: si tratta di Rosa, la pecora morbidosa e di Tata, la capra affamata.
Vi avevo promesso nello scorso numero di Matita che vi avrei parlato degli altri animali che producono il latte per l’alimentazione umana e queste due amiche sono davvero brave. Certo, loro sono più piccole e danno molto meno latte rispetto a quanto ne posso dare io; loro riescono a produrre quasi 2 litri di latte ogni giorno, mentre io, che sono di razza “Burlina”, ne produco circa 8 litri al giorno, ma ci sono delle mie “colleghe” che ne possono produrre anche più di 30 litri al giorno e magari un’altra volta vi parlerò anche di questo aspetto.
Rosa è conosciuta con il soprannome di “Morbidosa” perché oltre al latte è in grado di regalarci anche molta lana che poi viene filata e lavorata dalle aziende tessili fino a diventare morbidissimi maglioni che indossiamo con piacere nelle fredde giornate invernali. Lei è nata qui, nelle colline tra Bassano e Marostica, ma i suoi nonni vivevano in Sardegna che è la regione dove vive la maggior parte di pecore presenti in Italia. Quando i pastori sardi sono venuti a vivere nella nostra zona, si sono portati anche le loro pregiate pecore e tra queste c’erano anche quelle che poi sono diventati i genitori di Rosa, ecco perché anche lei appartiene alla razza “Sarda” che è molto rinomata per la qualità del suo latte.
Tata, invece, viene soprannominata “Affamata” perché non perde occasione per mangiucchiare qua e là, divorando con la stessa facilità morbida erba profumata, fieno, piccoli frutti ed arbusti aromatici. Lei è originaria dalle montagne piemontesi ed appartiene alla pregiata razza “Camosciata delle Alpi”. Il suo “mantello” (cioè il pelo) è di colore marrone con qualche chiazza bianca, ama restare libera al pascolo e corre e salta con grande facilità anche sui ripidi pendii e sulle rocce, senza rimanere quasi mai ferma. Quando è arrivata da noi era molto piccola ed ha affrontato il lungo viaggio assieme a 4 sue sorelline più grandi e a delle altre capre di razza “Saanen” che sono tutte bianche e un pochino meno avventurose, rimangono cioè sempre ferme vicino alla stalla dove vivono.
Anche il latte di Tata è molto prezioso e molto digeribile; per questo motivo in particolare viene anche consigliato ai bambini che hanno qualche allergia, soprattutto quella legata all’intolleranza al lattosio che impedisce loro di bere il “mio” latte e di mangiare i “miei” formaggi. Il latte di Rosa e Tata, inoltre, è anche molto più bianco del mio...non ci credete?....e invece dovete credermi stavolta. Il colore è così chiaro perché non vengono trasferite nel latte le sostanze coloranti che sono naturalmente presenti nell’erba e che si chiamano flavoni e beta-carotene (che strani nomi, vero?). Io invece non ho questa particolarità e così, mangiando l’erba, trasferisco nel mio latte anche un pò di colore e così diventa più giallino.
Ma vedrete che ci sono ancora altri animali che danno del buon latte. Quali sono? Ve lo racconterò la prossima volta, intanto...provate ad indovinare.
MMMUUUHHHH!!! (Cioè CIAO) da Carolina.
Erasmo Gastaldello
Autore:
Erasmo Gastaldello