Matita -
La mucca Carolina e...il panettone di Milano.

MMMUUUHHHH!!! (Cioè CIAO) ragazzini, ben trovati.
Tutto a posto?
Come no? Non avete fatto in tempo ad imparare la poesia sulle api?
Muggipicchia....., devo darvi una mano, anzi, una zampa.....ma certo, ecco, mi è venuta un’idea! Però dobbiamo mantenere questo piccolo segreto tra noi.
Allora, sentite un pochino: siccome ora le api stanno al calduccio nel loro alveare e non si faranno vedere prima di primavera, io vi lascio studiare ancora un pochino la poesia ed intanto vi racconto delle altre cosine interessanti, che ne dite? (Siete proprio dei furbastri...)
Cari amici, ci conosciamo oramai da un anno ed in questo tempo avrete certamente indovinato che io sono davvero una mucca ghiottona... ecco perché vi parlo spesso di cose buone da mangiare. Beh, visto che sta per arrivare il Natale, questa volta voglio raccontarvi qualcosa sul dolce natalizio di cui sono veramente golosa, il panettone.
Certo, lo so benissimo che anche voi lo conoscete già e che lo avete mangiato molte volte, ma vedete, non sempre dedichiamo molta attenzione a quello che mettiamo in bocca...il più delle volte diciamo “sì, mi piace”, oppure “no, non mi piace”, magari senza capirne realmente il motivo e non ci ricordiamo che qualsiasi prodotto ha anche una storia importante alle spalle.....sentite, allora, quella del panettone: questo dolce nasce a Milano, alla fine del 1400, quindi molti e molti anni fa. In quei tempi Ludovico il Moro era Duca della città di Milano e in un giorno di festa aveva deciso di invitare tutti i potenti dell’epoca a partecipare ad un suo sontuoso banchetto. Mentre gli invitati si riempivano la panciona di prelibatezze di ogni genere, in cucina il capocuoco era davvero disperato perché il dolce che aveva preparato si stava tutto rovinando e sciogliendo.
Ma un ragazzo che lo aiutava decise di provare ad inventare qualcosa che potesse sostituire il dolce (e che soprattutto facesse rimanere calmo Ludovico).
Il ragazzo incominciò subito ad impastare la farina con il lievito, le uova, il burro, lo zucchero, le spezie, la frutta candita ed infine l’uvetta per poi mettere l’impasto a cuocere nel forno a legna (già, a quei tempi non c’erano quei forni “spaziali” che avete oggi nelle vostre cucine).
Con il calore del fuoco, quello strano “pane dolce” iniziò a lievitare e a diffondere nelle cucine un profumino delizioso. A quel punto era giunto il momento di servire il dolce agli invitati e così non restava altro da fare se non portare in sala quella bizzarra novità.
Assaggiato il “pane dolce” tutti rimasero in silenzio a degustare e nel frattempo in cucina i cuochi erano molto preoccupati del risultato, quando.....all’improvviso....Ludovico il Moro ordinò che l’inventore si mostrasse agli ospiti.
“Come ti chiami?”, tuonò Ludovico. “Il mio nome è Toni, signore”, rispose il giovanotto con timore e, a quel punto, tutti gli invitati esplosero in un fragoroso applauso gridando “Evviva il pan de Toni” . Fu proprio in quell’entusiasmo che nacque quindi anche il nome “Panettone” che ancora oggi accompagna questo dolce in giro per il mondo.
Avete visto a volte come nascono proprio per caso tante belle e buone cose? Quando a Natale avrete davanti a voi un buon Panettone, pensate un attimino anche a Toni che lo inventò per voi più di 500 anni fa e, almeno per rispetto, provate ad assaggiare anche quei pezzetti di frutta candita che quasi nessun bambino vuole mettere in bocca.....ah già, mi dimenticavo un’altra volta che voi ora siete dei ragazzini, giusto? Buon Natale, miei cari amici, a voi ed alle vostre famiglie.
MMMUUUHHH!!! (Cioè CIAO) da Carolina.
Erasmo Gastaldello
Autore:
Erasmo Gastaldello