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Matita - La mucca Carolina e...le leccornie italiane.

Matita n° 11 Che roba ragazzi,
oramai mi sembra di scoppiare con tutte queste buone cose da mangiare...abbiamo appena finito il Panettone che subito arrivano crostoli e frittelle per Carnevale.
A proposito, vi siete divertiti? Chissà che bei costumi avete indossato! Ho visto in giro mascherine di tutti i tipi e di tutti i colori, ma non sono mai riuscita a riconoscere qualcuno di voi, eravate davvero ben truccati, bravi, bravi.
Io ho cercato un bel costume un pò dappertutto, ma con il fatto che mi ritrovo con quattro zampe non c’era mai niente che potessi indossare e così ho deciso di dedicarmi alla cucina e mi sono messa a preparare dei dolcetti per le mie amiche Maia, Rosa e Tata, ve le ricordate?
Ho preparato una montagna...si, va bene, ho esagerato un pochino..... Allora, ho preparato una terrina di “Frittelle” ed una di “Crostoli” e poi, quando sono arrivate le mie amiche, ci siamo divertite a cercare quali altri dolcetti andassero bene per il Carnevale. Ci siamo messe a consultare i nostri bei libroni di cucina (che magia i libri, eh ragazzi? Vi si trovano scritte un sacco di informazioni interessantissime ed affascinanti) ed abbiamo poi preparato tantissimi dolci che prima non conoscevamo.
Abbiamo trovato (e provato) la ricetta della “Cicerchiata” che è una specialità tipica del Centro Italia. Si prepara infatti in Abruzzo, in Umbria, nelle Marche e nel Lazio ed il nome deriva da Cicerchia, cioè i ceci (legumi simili ai fagioli), anche se in realtà il riferimento è solo per l’aspetto estetico. Abbiamo trovato le ricette degli “Strufoli”, tipici dolcetti del napoletano e molto simili alla Cicerchiata, anche se più colorati perché a Napoli si usa aggiungere in superficie i “cannulilli” ed i “diavulilli” che sono quelle piccole palline tutte colorate. In Friuli, invece, nel periodo carnevalesco si preparano le “Castagnole”, che qui da noi vengono chiamate “maronsini” (avete capito ora quali sono?). Tipici dell’Alto Adige sono invece i “Krapfen” (qualcuno li chiama anche “bomboloni”), sono certa che tutti voi li avete già mangiati, magari ripieni con la confettura di albicocca, vero? Volete sapere da che cosa deriva il termine Krapfen? Deriva da Veronica Krapf, una pasticcera austriaca che molti secoli fa inventò una frittella rotonda e rigonfia con al centro un cucchiaino di marmellata. I “Tortelli dolci”, chiamati anche “Ravioli dolci”, sono tipici soprattutto dell’Emilia Romagna che vengono così chiamati per la forma. Hanno per ripieno della confettura o alcune volte anche della ricotta. Con una forma molto simile, nel napoletano si prepara il “Cauzone” che ha al suo interno anche il formaggio pecorino.
Insomma, un sacco di dolci buonissimi che hanno tutti in comune il fatto di essere fritti nell’olio bollente (vi raccomando, lasciateli preparare alla mamma e voi state ben lontani dalle pentole). Dopo questa grande scorpacciata però, io, Maia, Rosa e Tata ci siamo rituffate nella terrina di crostoli e frittelle...a proposito... questi sono due dolci che si preparano davvero in tutta Italia, anche se con nomi diversi come “Zeppole” (le frittelle) e tantissimi altri invece per i “Crostoli”. Sentite un pò: in Friuli si chiamano “Grostoli”, in Emilia “Sfrappole”, in Veneto vengono chiamati anche “Galani”, nelle Marche “Frappe”, in Toscana “Cenci” ed in Campania “Chiacchiere”, probabilmente per il rumore che fanno sotto i nostri dentini. Già, i dentini, vi raccomando di lavarli sempre molto bene dopo ogni scorpacciata, d’accordo ragazzi?
Ehi, tra un pò arriverà Pasqua e allora vedrete che abbuffate di cioccolata, vero? Magari nel prossimo numero di Matita vi racconto qualcosina proprio sulla cioccolata, che ne dite?
MMMUUUHHH!!! (Cioè CIAO) da Carolina.

Erasmo Gastaldello


Autore: Erasmo Gastaldello
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