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Matita - La mucca Carolina e...il miele e le api.

Matita n° 12 Ciao ragazzi,
Come va? Tutto bene?
Io penso proprio di sì, considerando che tra pochi giorni vi ritroverete in vacanza, spensierati e impegnati tra giochi, tuffi, passeggiate e scorpacciate, senza nessuno che vi dice “presto bambini, a letto che è tardi, domani mattina bisogna andare a scuola, avete fatto i compiti, ecc...” vero?
Eh già, mi sembrano pochi mesi che ci conosciamo e invece sono passati quasi due anni dalla prima volta che vi ho scritto qualcosa! In questo tempo ci siamo raccontati tante storie interessanti e ne avremo ancora un sacco da raccontarci prossimamente, dopo le vacanze. Magari in questo numero vi aspettavate che io vi parlassi della cioccolata (in effetti ve l’avevo promesso) solo che ho iniziato a prepararmi la valigia per andare in alpeggio e così, rovistando tra le mie carte, ho ritrovato la storia della scorsa estate, quando proprio la sera prima di tornare dalla montagna vi avevo scritto della mia amica Maia, l’ape gentile che mi aveva regalato del buonissimo miele. Così, ho cambiato idea ed invece che parlare di cioccolata parleremo di api e di miele.
Avrete anche voi iniziato a vedere qualche ape svolazzare nuovamente tra i fiori ed in effetti con l’aumentare della temperatura Maia e le sue amiche riprendono subito il loro magico lavoro. D’inverno, con il freddo, si richiudono nel loro alveare e formano una specie di matassa; al centro rimane la regina ben protetta e riscaldata da tutte le api operaie che continuando a ruotare in questa matassa dall’esterno verso il centro per poi nuovamente uscire garantiscono una temperatura costante di oltre 30 gradi, non è incredibile? Le api sono davvero ingegnose ed ora, con il tepore del sole e lo sbocciare continuo di moltissimi fiori colorati e profumati hanno ripreso la loro importantissima attività: svolazzando qua e là tra i fiori, si riempiono di polline e svolgono contemporaneamente un’azione straordinaria, permettono cioè ai fiori di essere impollinati e di trasformarsi poi in frutta. Pensate che non potremmo riempirci la pancia di ottime ciliegie se non ci fossero le api che con la loro attività di impollinazione fanno quasi raddoppiare la produzione.
L’alveare dove vivono è composto da una regina, da alcune centinaia di fuchi, che sono i maschi delle api, e da circa 80 mila api operaie. La regina è la più grande, anche se pesa appena 250 milligrammi (che significa che sono neccessarie 4 api regine per raggiungere il peso di 1 grammo), e depone fino a 2000 uova al giorno alimentandosi esclusivamente di pappa reale che è una particolare gelatina prodotta sempre dalle api operaie. Queste api sono molto più piccole della regina; pesano appena 100 milligrammi, ma riescono a trasportare fino a 40 milligrammi di nettare ad una velocità di circa 20 kilometri orari (come voi con le vostre biciclette quando andate quasi al massimo). Volano per qualche kilometro intorno all’alveare e pensate che devono fare più di 25.000 viaggi per trasportare un chilogrammo di nettare. A differenza delle api regine che vivono circa 5 anni, le api operaie vivono invece appena 40 giorni.
Come vi raccontavo lo scorso anno, le api non sono pericolose e pungono solamente se vengono disturbate o se sono vicine al loro alveare per proteggerlo. Pensate che quando un’ape punge, perde anche il suo pungiglione e muore poi in pochissimo tempo, quindi non è proprio felice di andare in giro in cerca di qualcuno da pungere, giusto? Lasciamole in pace allora, d’accordo?
Muggipicchia, ho già finito lo spazio per scrivere, vi racconterò qualcosina di interessante sui tipi di miele che le api producono, sul prossimo numero di Matita.
MMMUUUHHH!!! (Cioè CIAO) da Carolina e buone vacanze a tutti!

Erasmo Gastaldello


Autore: Erasmo Gastaldello
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