Matita - La mucca Carolina e...il cacao e il cioccolato.

Ciao ragazzi,
rieccoci a scuola...evviva...di nuovo un sacco di cose interessanti da imparare.
Avete trascorso delle belle vacanze? Spero proprio di sì!
Io, come oramai ben sapete, me ne sono andata anche quest’estate in alpeggio e mi sono proprio divertita. Certo, non è stato il caldo esagerato dell’anno scorso e così avevo erba profumata da brucare e acqua da bere in abbondanza...insomma, un vero spasso.
Ma torniamo a noi. La scorsa volta vi avevo promesso di raccontarvi ancora qualcosa sul miele, mentre ora ho cambiato idea: oggi vorrei parlarvi del cioccolato, buono eh?
Ci sono veramente tantissime cose da scoprire su questo straordinario alimento: che cos’è, come si produce, la storia, e molto altro ancora; tutto parte da molto lontano... tanti e tanti anni fa.
Beh, innanzitutto per produrre il cioccolato ci vuole il cacao o, per essere più precisi, prima ancora ci vuole la pianta del cacao. Si tratta di un albero piuttosto alto, con foglie grandi e robuste che cresce in diverse parti del mondo, ma è sopratutto in America Centrale che questa pianta dà i suoi frutti migliori.
Questi frutti sono più grandi di un melone, hanno una forma ovale allungata e il loro colore va dal rosso al marrone, a seconda della maturazione e della specie, perché ci sono anche diverse specie di cacao. Pensate che per fare un cioccolato buonissimo occorre usare delle varietà di cacao di ottima qualità, la cui disponibilità non supera nemmeno il 5% del raccolto mondiale.
La pianta fruttifica due volte all’anno e così ci sono sempre dei bei frutti giganti da raccogliere; il frutto del cacao si chiama cabossa e la parte che a noi interessa sono i suoi semi, cioè le fave di cacao che sono racchiuse nella cabossa e sono avvolte da una polpa biancastra e gelatinosa che le protegge.
La coltivazione della pianta di cacao iniziò migliaia di anni fa ed i primi conoscitori del cioccolato furono i Maya, seguiti dagli Aztechi, dalla cui lingua deriva anche il termine cioccolato. Loro infatti lo chiamavano cacahuatl, cioè “grano di cacao”.
Il popolo Maya utilizzava il cacao come bevanda preziosa; per loro era il simbolo dell’abbondanza e della fertilità e così prima di ogni matrimonio gli sposi dovevano bere una bevanda fatta di cacao e di acqua che chiamavano Chacauhaa.
Per utilizzare in maniera corretta tutti questi nomi, si chiama “cacao” il prodotto puro e si chiama invece “cioccolato” il prodotto lavorato, che può essere liquido, in tavoletta, in cioccolatini, in crema...insomma, come preferite voi.
Sapete quando e chi è stato il primo europeo che ha potuto assaggiare il cacao?
E’ successo nel 1502, ed il fortunato assaggiatore fu Cristoforo Colombo, già, proprio quel navigatore che scoprì le Americhe. Venticinque anni dopo, nel 1527, un altro esploratore spagnolo di nome Hernán Cortés ritornò in Spagna con dei semi di cacao per prepararsi la bevanda messicana aggiungendo zucchero e vaniglia. Da qui, poi, si diffuse in tutta l’Europa.
Muggipicchia, ho di nuovo finito lo spazio per scrivere! Allora continueremo a parlare di cioccolato anche la prossima volta, okay? Se nel frattempo vi viene voglia di mangiarne un pochino potete farlo (sempre che in famiglia siano d’accordo).
MMMUUUHHH!!! (Cioè CIAO) da Carolina!
Autore:
Erasmo Gastaldello