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Matita - La mucca Carolina e...la marmellata e la confettura.

Matita n° 15 Ciao ragazzi,

eccomi con un altro argomento a sorpresa!
Bene, allora in questo numero si parla tanto di pane, tra un po’ c’è anche la giornata dedicata a questo straordinario alimento, ma io, da golosona quale sono, ho pensato invece di parlarvi di qualcosa che si mangia spesso con il pane, per qualcuno di voi addirittura ogni giorno, magari al mattino a colazione o al pomeriggio per merenda. Avete indovinato?
Okay, vi aiuto io: le marmellate e le confetture.
Probabilmente vi starete già chiedendo perché le cito entrambe, in fondo non sono la stessa cosa? Bé, noi siamo sicuramente più abituati a chiamarle sempre marmellate, penso che frasi del tipo “…vuoi un panino con la marmellata?... oggi faccio la crostata con la marmellata…ho finito il vasetto della marmellata…” siano frequenti in ogni casa, ma in realtà il termine marmellata è riservato solo alle preparazioni a base di agrumi.
Voi, che da bravi scolari state studiando anche la lingua inglese, lo sapevate che il termine marmellata deriva proprio dalla Gran Bretagna? Una leggenda narra che la regina Maria Stuarda, nel 1560, dopo avere lasciato la corte di Francia per la morte del marito, il re Francesco II, ritorna nella sua amata Scozia portandosi anche diversi vasetti di marmellata di arance. Si racconta che ne mangiasse in quantità enormi soprattutto quando si ammalava e per questo le dettero il soprannome di “Marie-malade” che diventò per gli inglesi “marmalade”.
Tutte le altre preparazioni si chiamano confetture e diventano confetture extra quando la percentuale di frutta a pezzi è maggiore, infatti, anche in questo caso dobbiamo abituarci a leggere le etichette di quello che mangiamo e chiaramente la confettura migliore è quella con la maggiore percentuale di frutta presente.
Gli inglesi rimangono ancora oggi grandi consumatori di marmellate e confetture (marmalade e Jam) e si contendono il primato della produzione e del consumo con i francesi (marmelade e confiture). L’Italia, invece, ne consuma un po’ meno e ciò è dovuto anche al fatto che il nostro paese è un grande produttore di frutta fresca.
Occorre infatti ricordare che, come per moltissimi altri alimenti, la nascita di questi prodotti è dovuta all’antica esigenza di riuscire a conservare nel tempo le poche e preziose risorse disponibili in natura. I vostri nonni potevano mangiare la confettura solo raramente; era data loro in premio solo in occasioni eccezionali o come “zuccherino” al posto delle rare e costose caramelle.
Volete sapere quali sono i gusti più richiesti? In Inghilterra vince la marmellata di arance, da quella dolce con i pezzetti di scorza fine, a quella media fino a quella molto “strana” di arance amare con i pezzetti di scorza tagliata grossa; in Francia stanno andando molto forte quelle di pere, di albicocche e di fragole e a volte si aggiungono anche delle spezie come la cannella o lo zenzero, in Germania vincono quelle di frutti di bosco, lì ci sono le grandi foreste dove raccogliere more, lamponi, mirtilli, ecc… e in Italia? Da noi al primo posto ci sono quelle di ciliegie e di albicocche.
Ma ora che molti di voi hanno la fortuna di averne qualche vasetto in dispensa (io nella mia stalla non ne ho proprio) provate a spalmarla sul buon pane fresco, sentirete che profumi e che sapori…altro che merendine confezionate!
MMMUUUHHH!!! (Cioè CIAO) da Carolina!



Autore: Erasmo Gastaldello
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