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IL GIORNALE DI VICENZA - 13 agosto 2005

La famiglia Gastaldello di Marostica raccoglie una bella soddisfazione: la sua “Salsa alla veneta” è stata selezionata come uno dei migliori 50 prodotti della guida “Il Golosario” di Paolo Massobrio e verrà proposta come condimento delle tagliatelle durante il “ Meeting di Rimini” che si svolgerà dal 21 al 27 agosto, dove è previsto un afflusso di migliaia di persone.

Durante questo importante evento, Paolo Massobrio e lo staff di “Papillon” hanno deciso di organizzare un’area dedicata al “Ristorante di Papillon” in cui sarà possibile pranzare con il meglio della produzione alimentare italiana.

"Essere stati scelti ci riempie di soddisfazione – commenta Erasmo Gastaldello, pirotecnico gestore, assieme a papà e fratello, della Casa del parmigiano a Marostica – e desideriamo condividere questa gioia con chi ci aiuta a crescere da ben 36 anni".

"La ricetta della “salsa alla veneta” – prosegue Erasmo Gastaldello – risale alla bisnonna Maria, ed è a lei che vanno i ricordi di mio padre Gino legati a questa ricetta. Ricordi che si fanno più nitidi pensando alla sua nonna Paola (che tutti chiamavano Pauea nel dialetto rustico di campagna). Io invece la associo alla mia nonna paterna, Isetta, che ora ha 94 anni, vive ancora con il marito Vigilio (92 anni), ma purtroppo ha smesso di cucinare. Dopo di lei mia madre Fernanda ha ereditato questa tradizione e oggi è merito di mio fratello Corrado se gli appassionati gourmet possono assaggiarla. È lui infatti il cuoco che crea i prodotti di “Silvella”, altro marchio di famiglia."

Ancora una volta si tratta di una ricetta per le occasioni di festa, quando si poteva avere un alibi per mettere qualcosa sotto i denti che non fosse il mezzo uovo sodo o la “renga” appesa al filo del soffitto dove andare a “pociare” un tocheto de pan.

"In questa ricetta ci si trova la soppressa, la cipolla, il prezzemolo, i peperoni verdi, i fegatini di pollo; quindi c’è dentro quello che si aveva nell’orto o nella caneva, ma ci trovi anche le acciughe (oggi di Sciacca), i capperi e anche l’olio extravergine che prima non si usava e che infatti continuiamo a mescolare a quello di semi come faceva la bisnonna…"

Insomma, un pout pourri di ingredienti, di colori, di profumi e di sapori. Erasmo Gastaldello la ricorda abbinata ad una faraona o ad un coniglio che mangiava la domenica, quando si trovavano tutti a casa dalla nonna Isetta: "La mamma, invece, la prepara sempre con i fagioli di Lamon lessati. Una cosa da sballo…ci puoi mangiare assieme tre filoni di pane".

È stata verificata ottima anche sulla pasta, magari sugli spaghetti Martelli (quindi non all’uovo), ma il fine Massobrio la usa con le fettuccine all’uovo.

Più che veneta, qualcuno la definisce una “salsa di famiglia”, perché anche nel Vicentino sono pochi che la conoscono: spesso sono convinti di mangiarla quando nelle trattorie di collina scelgono i fagioli con la salsa, ma in realtà si sta parlando di un altro prodotto.

Da “Vicenza di Gusto”
di sabato 13 agosto 2005,
a cura di Antonio Di Lorenzo